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Mutui variabili in calo: ecco quanto si risparmia con il nuovo taglio dei tassi
Il recente taglio di 25 punti base deciso dalla BCE, con il nuovo tasso sui depositi al 2%, sui rifinanziamenti principali al 2,15% e sul prestito marginale al 2,40% in vigore dall’11 giugno, diminuisce immediatamente il costo dei mutui variabili, sia esistenti sia di nuova stipula. Ciò si traduce in una riduzione significativa delle rate: un mutuo di 140 000 € a 20 anni passa da circa 765 € a 747 €, generando un risparmio mensile di 18 € e complessivo di oltre 4 100 € per tutta la durata. Mutui tra 100 000 e 200 000 € su 20 anni beneficiano di risparmi mensili di 13–27 € (fino a 324 €/anno), mentre un mutuo trentennale può vedere un alleggerimento fino a 30 €/mese (360 €/anno) e un mutuo di 125 000 € su 25 anni circa 17 €/mese (204 €/anno). Il calo riguarda anche i nuovi mutui variabili, che diventano più competitivi rispetto ai fissi, sebbene resti esposta la variabilità futura dovuta all’andamento dell’Euribor (oggi intorno all’1,96% per il 3‑mesi) I mutui fissi, ancorati all’IRS, oscillano attorno al 2,65–2,73% (20–30 anni), con un TAN medio di 2,99% a maggio, equivalente a rate mensili di 776 € per 140 000 €, ossia circa 29 € in più rispetto al variabile ricalcolato. In definitiva, il riallineamento dei tassi offre un vantaggio concreto e immediato – con risparmi fino a diverse centinaia di euro annui – per chi ha o intende sottoscrivere un mutuo variabile, pur richiedendo attenzione alla possibile instabilità futura e valutazione tra sicurezza del fisso e flessibilità del variabile.
13/06/2025

Mercato immobiliare: i trend 2025 per affitti e vendite
Osservatorio Mercato Immobiliare AdE: i primi tre mesi del 2025 mostrano un andamento positivo delle compravendite, residenziali e non.
Nel 1° trimestre 2025 il mercato immobiliare italiano mostra un andamento positivo.
L’OMI dell’Agenzia delle Entrate registra una crescita generale delle compravendite superiore all’11% rispetto al 2024.
L’aumento riguarda sia i capoluoghi sia i comuni minori.
Nel comparto residenziale, il 45,8% delle compravendite è stato effettuato da persone fisiche tramite mutuo ipotecario.
Il tasso medio applicato alla prima rata dei mutui è sceso al 3,2%.
Oltre il 70% delle abitazioni acquistate ha usufruito dell’agevolazione "prima casa".
Gli acquisti di abitazioni di nuova costruzione sono scesi sotto il 6%.
Il mercato degli immobili non residenziali ha registrato una crescita del 5%.
In particolare, sono aumentate le compravendite di negozi e depositi commerciali.
In calo invece gli scambi di uffici e immobili a uso produttivo.
Anche le locazioni residenziali mostrano un trend positivo.
Aumentano i nuovi contratti rispetto al primo trimestre 2024.
Particolarmente in crescita i contratti transitori, a canone concordato e per studenti.
Il canone annuo complessivo dei nuovi contratti è aumentato del 5%.
Il report evidenzia una buona salute del settore immobiliare italiano.
La combinazione di mutui più accessibili e agevolazioni fiscali ha incentivato gli acquisti.
Il comparto non residenziale beneficia della ripresa del commercio.
Resta invece debole il segmento degli uffici.
Nel complesso, la domanda immobiliare si mantiene vivace.
Il trend conferma segnali di stabilizzazione e crescita per il 2025.
13/06/2025

Nuovo accordo terriale per la città di Napoli
Il nuovo documento definisce in modo più preciso i criteri per stabilire i valori minimi e massimi degli affitti, suddividendo il territorio comunale in sette zone omogenee. Ogni zona è poi articolata in diverse fasce di oscillazione, determinate sulla base di elementi oggettivi come posizione, categoria catastale e condizioni dell’immobile. I canoni, espressi in euro al metro quadrato, sono riportati negli allegati tecnici dell’accordo.
Novità per studenti, famiglie e grandi proprietari
Una particolare attenzione è stata rivolta ai contratti transitori destinati agli studenti universitari, che potranno essere stipulati anche da gruppi o enti per il diritto allo studio, con una durata variabile da 6 mesi fino a 3 anni. I canoni saranno calcolati in base ai parametri indicati negli allegati, considerando la zona e la fascia di riferimento.
Un’altra sezione riguarda i contratti transitori ordinari, pensati per esigenze lavorative, familiari o personali, sia del locatore sia dell’inquilino, con durata massima di 18 mesi. Anche in questo caso, le modalità di calcolo dei canoni seguono regole precise.
L’accordo introduce inoltre una clausola specifica per i grandi proprietari, ossia chi possiede oltre 100 unità abitative: in questi casi è prevista la possibilità, su base volontaria e previo accordo tra le parti, di applicare una riduzione dei canoni fino al 40%.
Attestazione e aggiornamenti periodici
Un aspetto fondamentale dell’accordo riguarda l’attestazione del canone concordato, che può essere rilasciata da una delle organizzazioni firmatarie su richiesta di una delle parti. Tale attestato certifica la correttezza del valore stabilito, basandosi sugli elementi oggettivi contenuti negli allegati. Inoltre, è previsto che i canoni vengano adeguati annualmente a partire dal terzo anno dalla sottoscrizione, in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo.
Valore sociale e misure di sostegno
L’accordo dedica uno spazio specifico al tema dell’abitare sociale, prevedendo ulteriori agevolazioni nei canoni – fino al 40% in meno rispetto alla fascia di riferimento – nei casi in cui siano erogati contributi pubblici. Sono inoltre disciplinate situazioni particolari come affitti parziali, immobili arredati, locazioni brevi o con caratteristiche specifiche.
Scrivici per maggiori informazioni.
01/09/2025


